La disponibilità del catalogo completo Gaia DR2 è un'occasione ghiotta non solo per i professionisti ma anche per milioni di appassionati curiosi in tutto il mondo; tra questi rientra anche il sottoscritto e la prima informazione che ho provato ad estrarre, inevitabilmente, è quella sulla stella più vicina a noi, Proxima Centauri; da buon fanatico dell'alta precisione, ero curiosissimo di vedere una misura di parallasse/distanza così accurata!

Il dato Gaia, per ora, non è disponibile sulle pagine di Wikipedia o di altri siti molto frequentati e per ricavarlo sono dovuto andare alla fonte, cioè al catalogo on-line messo a disposizione dall'ESA su http://gea.esac.esa.int/archive/. Si sceglie l'opzione "Search" e poi si effettua una "query" interrogando il database (alla fine premere "Submit query"). L'interfaccia è abbastanza semplice e fare una richiesta non è difficile (almeno dalla pagina "Simple Form"): basta digitare il nome "Proxima" e il sistema "Simbad" capisce subito cosa stiamo cercando. Esiste comunque anche una pagina di help oltre a innumerevoli video tutorials (ad esempio questo).

 Una delle migliori stime in circolazione effettuate da Terra era stata fatta da J.L.Lurie e altri nel 2014, utilizzando il telescopio americano CTIO/SMARTS da 90 cm (situato a Cerro Tololo, in Cile); essa forniva una parallasse  π = 768.13 (±1.04) milli-secondi d'arco (mas) corrispondenti a una distanza di 1,3019±0,0018 parsec (4,246±0.006 anni luce); si tratta già di un'ottima stima, con un errore relativo dello 0.14%. Il catalogo Tycho, basato anche sulle misure di Hipparcos, fornisce una stima ancora più precisa: π = 768,87±0,29 mas, pari a 4,2420±0.0016 anni luce. Ebbene, il dato fornito dal Gaia DR2 pubblicato 3 giorni fa fornisce la nuova parallasse di 768,500±0,203 mas, pari a 1,30124±0,00034 parsec (4,24407±0,00112 anni luce), oltre 5 volte più precisa della migliore stima da Terra. L'errore relativo è circa 1:3800 e corrisponde ad una incertezza di 10 ore luce, meno del diametro medio dell'orbita di Plutone. Ad onor del vero, Proxima non sta ferma e come tutte le stelle ha una velocità radiale che, anche se non misurata da Gaia, risulta da altre fonti pari a circa -21,6 km/s; questo significa che, ogni anno, la distanza si riduce di 4,5 unità astronomiche (oltre 0,6 ore luce). Dato che l'epoca di riferimento per il catalogo DR2 è il 2015,50, dobbiamo correggere questo dato tenendo conto che sono passati quasi 3 anni e quindi la distanza di Proxima dal Sole in questo momento è di 4,24386 ± 0,00112 anni luce (l'effetto dell'incertezza sulla velocità radiale in questa piccola correzione risulta trascurabile); dovendo calcolare la distanza in epoche più remote (passate o future) dovremmo considerare l'effettiva traiettoria nello spazio ovvero la cosiddetta accelerazione prospettica o geometrica, che Gaia dovrebbe essere comunque in grado di rivelare e di cui si è tenuto conto nel redigere il catalogo DR2.

 Purtroppo, date le limitazioni di Gaia sul versante delle stelle molto luminose, la parallasse per le due stelle più vicine dopo Proxima (ovvero α Centauri A e B) non è disponibile mentre la successiva in classifica è la Stella di Barnard che risulta avere π = 547,451±0,290 mas (contro 547,0±1,0 mas di Hipparcos), pari a  5,9577±0.0032 anni luce. Come noto, questa stella è molto veloce e in effetti la sua velocità radiale è -120,1 km/s (anche qui si è dovuti ricorrere a Simbad poichè Gaia DR2 non fornisce questo dato): di conseguenza, la correzione è molto maggiore (circa 3,5 ore luce) e, al momento attuale, la stella di Barnard dista a 5,9566 ± 0.0032 anni luce dal Sole.

Nota: nelle conversioni si è assunto, come anno luce, quello normalmente adottato e derivato dalla durata di un anno giuliano (365,250 giorni); sulla base della sua lunghezza (9,46073·1012 km), un parsec risulta pari a 3,26156 anni luce.

Il nuovo catalogo EDR3 pubblicato il 3 dicembre 2020 riporta per Proxima π=768.066±0.050 mas, quindi una incertezza 4 volte più piccola del DR2! Applicando la stessa correzione per la velocità radiale illustrata qui sopra, se ne ricava un distanza di 4.24625 anni luce alla data di Aprile 2018 e 4,24609 anni luce a fine 2020, sempre con incertezza di 0,00028 anni luce (una parte su 15500).

Riferimenti:
https://arxiv.org/pdf/1407.4820.pdf
http://gea.esac.esa.int/archive-help/index.html

Acknowledgement:
This work has made use of data from the European Space Agency (ESA) mission Gaia (https://www.cosmos.esa.int/gaia), processed by the Gaia Data Processing and Analysis Consortium (DPAC, https://www.cosmos.esa.int/web/gaia/dpac/consortium). Funding for the DPAC has been provided by national institutions, in particular the institutions participating in the Gaia Multilateral Agreement.