Il programma "Cosmic Visions", iniziato nel 2001, è solo l'ultimo dei piani scientifici a lungo termine creati dall'ESA, che ha una grande tradizione in questo campo. Già nel 1984 fu messo a punto il programma "Horizon 2000", del quale faceva parte anche la storica missione Cassini-Huygens, e 10 anni dopo toccò a "Horizon 2000 plus".

 Lo scorso 20 Giugno, la commissione ESA ha selezionato tre nuove missioni di grandi dimensioni che vedranno la luce nel prossimo ventennio. Si parte con la celebre antenna gravitazionale nello spazio, LISA, di cui abbiamo parlato a più riprese soprattutto per quanto riguarda la missione preparatoria LISA Pathfinder che si concluderà tra pochi giorni ed è stata un successo; sulla base di questi risultati, lo strumento definitivo (Laser Interferometer Space Antenna), entrerà in una fase di studio più dettagliato e, se il progetto definitivo verrà approvato, nel 2034 tre navicelle verranno lanciate in orbita solare a 2,5 milioni di km una dall'altra, dando vita al primo grande interferometro spaziale per la rilevazione di onde gravitazionali a bassa frequenza (quindi diverse da quelle viste da LIGO!).

PerElisa

Altra rappresentazione artistica di LISA; a sinistra una singola navicella a un vertice dellinterferometro, a destra il sistema completo con i tre bracci costituiti da raggi laser - © AEI/MM/exozet; GW simulation: NASA/C. Henze

 PLATO sta invece per "PLAnetary Transits and Oscillation of stars" ed è in un certo senso la versione europea del satellite americano Kepler. Basato sullo studio fotometrico ad alta precisione di un vasto campione di stelle, permetterà di scoprire migliaia di pianeti, soprattutto di tipo terrestre, oltre a caratterizzare la struttura interna delle stelle tramite l'astrosismologia. L'idea fu proposta nel 2007, poi il progetto ha subito dei rinvii ma nel 2014 venne finalmente approvato come la terza missione di classe media nell'ambito di Cosmic Vision; adesso che lo studio di progettazione dettagliata è stato completato, l'ESA ha dato il via alla costruzione vera e propria, con una data di lancio prevista nel 2026 e una vita operativa di almeno 4 anni. Il satellite, che verrà posto nella zona di librazione lagrangiana L2, sarà equipaggiato con ben 32 telescopi rifrattori da 12 cm di apertura, con campi di vista parzialmente sovrapposti; complessivamente, verrà abbracciato un campo di circa 2250 gradi quadrati (oltre il 5% dell'intera volta celeste). Nella prima metà della missione verrà studiata continuamente la stessa regione di cielo, poi verranno fatte indagini a campione più brevi su zone diverse, analogamente a quanto fatto da Kepler, fino a coprire circa il 50% della volta celeste.

 Infine, la missione Proba-3 prevede il lancio di una coppia di satelliti che voleranno in formazione (come nel caso di LISA) a 150 metri uno dall'altro. Uno dei due satelliti fungerà da schermo per bloccare la luce del Sole, creando una eclisse artificiale permanente che permetterà all'altro satellite di studiare la corona solare con un dettaglio mai prima ottenuto.

 La Science Programme Committee ha anche approvato la partecipazione dell'ESA al progetto giapponese "X-ray Astronomy Recovery Mission" (XARM), volta a recuperare le osservazioni che avrebbe dovuto svolgere lo sfortunato satellite per astronomia X Hitomi, perso poco dopo il lancio lo scorso anno.

 

Riferimenti:
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Gravitational_wave_mission_selected_planet-hunting_mission_moves_forward
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/ESA_s_Cosmic_Vision
http://sci.esa.int/lisa/
http://sci.esa.int/plato/
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Engineering_Technology/Proba_Missions