Scritto: Martedì, 24 Gennaio 2017 05:38 Ultima modifica: Martedì, 24 Gennaio 2017 06:23

Si cerca la vita nel sistema Wolf 1061


L'astronomo Stephen Kane della San Francisco State University, un "cacciatori di pianeti" di livello mondiale, ha concentrato le sue ricerche sul sistema Wolf 1061, conosciuto anche come come Gliese 628, che si trova a soli 14 anni luce dal Sistema Solare.

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Si cerca la vita nel sistema Wolf 1061 Crediti: NASA/Ames/JPL-Caltech

Kane studia i pianeti extrasolari che hanno il potenziale per essere simili alla Terra, quelli che si trovano nella cosiddetta "zona abitabile" cioè alla giusta distanza dalla loro stella perché l'acqua allo stato liquido possa esistere in superficie.

Wolf 1061c è uno dei candidati. Orbita attorno alla stella Wolf 1061, una piccola nana rossa in direzione della costellazione dell'Ofiuco.
E' il secondo esopianeta che potrebbe sostenere la vita più vicino a noi, dopo Proxima Centauri b.
Sarebbe roccioso, classificato come super-Terra con un raggio pari a 1,5 volte quello terrestre ed una gravità superficiale stimata di 1,6 volte superiore.
Orbita vicino al bordo interno della zona abitabile della sua stella per cui c'è il rischio che sia più simile a Venere che non al nostro pianeta. Inoltre, compie una rivoluzione attorno alla stella molto più velocemente di quanto la Terra non faccia con il Sole e tale parametro potrebbe generare un clima è più caotico: "glaciazioni e riscaldamenti potrebbero essere molto più rigidi", ha commentato Kane.

L'astronomo ed il suo team, però, vogliono capire cosa succede realmente sulla superficie di questo mondo e se è in grado di sostenere la vita.
Hanno pubblicato i loro risultati preliminari sulla rivista Astrophysical Journal ma i telescopi spaziali di nuova generazione, come il James Webb, permetteranno una svolta nella ricerca.


Characterization of the Wolf 1061 Planetary System [abstract]

A critical component of exoplanetary studies is an exhaustive characterization of the host star, from which the planetary properties are frequently derived. Of particular value are the radius, temperature, and luminosity, which are key stellar parameters for studies of transit and habitability science. Here we present the results of new observations of Wolf~1061, known to host three super-Earths. Our observations from the Center for High Angular Resolution Astronomy (CHARA) interferometric array provide a direct stellar radius measurement of 0.3207±0.0088~R⊙, from which we calculate the effective temperature and luminosity using spectral energy distribution models. We obtained seven years of precise, automated photometry that reveals the correct stellar rotation period of 89.3±1.8~days, finds no evidence of photometric transits, and confirms the radial velocity signals are not due to stellar activity. Finally, our stellar properties are used to calculate the extent of the Habitable Zone for the Wolf~1061 system, for which the optimistic boundaries are 0.09--0.23~AU. Our simulations of the planetary orbital dynamics shows that the eccentricity of the Habitable Zone planet oscillates to values as high as ∼0.15 as it exchanges angular momentum with the other planets in the system.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Domenica, 29 Gennaio 2017 08:51 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Rispondere a questa domanda non è semplice. La capacità di vedere una eso-luna dipende dalle caratteristiche del sistema osservato e dalla tecnica di osservazione. Ad oggi, l'unica osservazione (incerta) di un possibile satellite attorno a un esopianeta "solitario" è relativa a MOA-2011-BLG-262, tramite un fenomeno di microlensing difficile da confermare. Sono state proposte 3 possibili eso-lune anche all'interno di divisioni osservate nell'anello dell'esopianeta J1407b.
    C'è qualche possibilità di rivelare in futuro una eso-luna tramite le tecniche di transito oppure osservando direttamente lo spostamento doppler degli spettri planetari, ma in ogni caso è necessario che la luna abbia massa e dimensioni notevoli, confrontabili con il pianeta; di fatto, stiamo parlando di un pianeta doppio, come Plutone-Caronte ma su scala più grande.
    Comunque l'argomento è interessante perché, in molti casi, gli esopianeti sono giganti gassosi e quindi non in grado di ospitare forme di vita mentre le loro lune potrebbero!
    Per ulteriori dettagli:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Satellite_extrasolare
    La versione in inglese è migliore:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Exomoon

  • Comment Link Witsec 2818 2818 Giovedì, 26 Gennaio 2017 11:00 posted by Witsec 2818 2818

    Ma se anzi che un pianeta di 1,6M fosse un pianeta più piccolo con una luna, con massa complessiva uguale a quella stimata, se ne sarebbero accorti? Mi par di no. Quanto si stima debba essere grande una esoluna per esser distinta dal suo pianeta?

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