Scritto: Martedì, 03 Maggio 2016 16:59 Ultima modifica: Martedì, 05 Settembre 2017 09:53

Tre pianeti extrasolari potenzialmente abitabili a 40 anni luce dalla Terra


Un team internazionali di astronomi, tra cui scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e dell'Università di Liegi (Belgio), hanno individuato tre pianeti in orbita attorno ad una stella nana ultra-fredda a soli 40 anni luce da noi. Le dimensioni e le temperature di questi mondi sono paragonabili a quelle di Venere e della Terra e rappresentano perciò uno dei migliori obiettivi conosciuti finora per la ricerca della vita fuori del Sistema Solare.

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Tre pianeti extrasolari potenzialmente abitabili a 40 anni luce dalla Terra Credit: ESO/M. Kornmesser

Gli esopianeti sono stati scoperti usando TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope), un telescopio robotico di 60 centimetri di diametro installato all’Osservatorio dell’ESO alla La Silla in Cile.

La squadra si è concentrata sulla stella denominata 2MASS J23062928-0502285, conosciuta in breve come TRAPPIST-1, una stella più o meno delle dimensioni di Giove e molto più fredda del Sole.
Da settembre 2015 sono state rilevate dissolvenze nel suo segnale in infrarosso ad intervalli regolari. Ulteriori osservazioni hanno poi confermato che si trattava di tre pianeti.
I due più interni orbitano in 1,5 e 2,4 giorni e ricevono solo quattro e due volte la quantità di radiazione ricevuta dalla Terra, mentre il periodo orbitale del terzo dovrà essere confermato ma risulta compreso tra i 4,5 e i 73 giorni.

Anche se almeno due mondi sembrano troppo vicini per rientrare nella cosiddetta "zona abitabile", considerato il tipo di stella, gli scienziati non escludono che sulle loro superficie possano esistere zone con temperature inferiori a 125 gradi Celsius, con intervalli adatti ad ospitare l'acqua allo stato liquido e quindi, forse, la vita.

Inoltre, dalle osservazioni è emerso che tutti e tre i pianeti sono probabilmente in rotazione sincrona, cioè hanno una metà dove è sempre giorno e l'altra nel buio perenne.

Il vantaggio è che questo sistema planetario si trova molto vicino alla Terra e quindi potrà essere studiato più in dettaglio, fino a determinare la composizione atmosferica dei pianeti e la loro effettiva abitabilità.
"Abbiamo strutture in tutto il mondo e strumenti nello spazio che ci stanno aiutando, lavorando dall'UV alle onde radio per dirci tutto quello che desideriamo sapere di questo sistema", ha dichiarato Julien de Wit, co-autore dello studio pubblicato sulla rivista Nature.

Temperate Earth-sized planets transiting a nearby ultracool dwarf star [abstract]

Star-like objects with effective temperatures of less than 2,700 kelvin are referred to as ‘ultracool dwarfs’. This heterogeneous group includes stars of extremely low mass as well as brown dwarfs (substellar objects not massive enough to sustain hydrogen fusion), and represents about 15 per cent of the population of astronomical objects near the Sun. Core-accretion theory predicts that, given the small masses of these ultracool dwarfs, and the small sizes of their protoplanetary disks, there should be a large but hitherto undetected population of terrestrial planets orbiting them—ranging from metal-rich Mercury-sized planets to more hospitable volatile-rich Earth-sized planets. Here we report observations of three short-period Earth-sized planets transiting an ultracool dwarf star only 12 parsecs away. The inner two planets receive four times and two times the irradiation of Earth, respectively, placing them close to the inner edge of the habitable zone of the star. Our data suggest that 11 orbits remain possible for the third planet, the most likely resulting in irradiation significantly less than that received by Earth. The infrared brightness of the host star, combined with its Jupiter-like size, offers the possibility of thoroughly characterizing the components of this nearby planetary system.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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