I ricercatori hanno studiato due specie di funghi microscopici, i Cryomyces antarcticus ed i Cryomyces minteri raccolti nelle McMurdo Dry Valleys in Antartide, uno degli ambienti terrestri più simili al Pianeta Rosso. Questi funghi sono "criptoendolitici" nel senso che vivono nelle crepe delle rocce. Insieme, erano stati inviati nello spazio per lo stesso esperimento anche due tipi di licheni dalla Sierra de Gredos (Spagna) e delle Alpi austriache, i Rhizocarpon geographicum ed i Xanthoria elegans.

Metà dei campioni sono stati collocati in celle di 1,4 centimetri di diametro nella piattaforma EXPOSE-E dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), collocata all'esterno della ISS, sul modulo Columbus.
Per 18 mesi sono stati esposti a condizioni ambientati simili a quelle di Marte, come un'atmosfera composta per il 95% da anidride carbonica, dall'1,6% di argon, dallo 0,15% di ossigeno, dal 2,7% di azoto e da 370 parti per milione di acqua; una pressione atmosferica di 1000 Pascal (circa l'1 per cento di quella della Terra a livello del mare) e, attraverso dei filtri ottici, ad elevati livelli di radiazione ultravioletta (superiori ai 200 nanometri). L'altra metà è stata mantenuta come campione di riferimento.

Sezione di cristalli di quarzo vista al microscopio elettronico, colonizzata dai microrganismi criptoendolitici e funghi Cryomyces.

Sezione di cristalli di quarzo vista al microscopio elettronico, colonizzata dai microrganismi criptoendolitici e funghi Cryomyces.
Crediti: S. Onofri et al.

Anche se meno del 10 per cento dei funghi sono stati in grado di proliferare e formare nuove colonie dopo l'esperimento, "il risultato più rilevante è stato che oltre il 60 per cento delle cellule della comunità endolitica studiata è rimasta intatta dopo l''esposizione all'ambiente di Marte, o meglio, la stabilità del DNA cellulare era ancora alta", ha spiegato la co-autrice dello studio pubblicato sulla rivista Astrobiology, Rosa de la Torre Noetzel del National Institute of Aerospace Technology (INTA).

"I risultati aiutano a valutare la capacità di sopravvivenza e la stabilità a lungo termine di microrganismi e bioindicatori sulla superficie di Marte, informazioni che diventano fondamentali per i prossimi esperimenti incentrati sulla ricerca della vita sul Pianta Rosso [come ExoMars dell'ESA e il rover Mars 2020 della NASA]", ha aggiunto De La Torre.

Survival of Antarctic Cryptoendolithic Fungi in Simulated Martian Conditions On Board the International Space Station [abstract]

Dehydrated Antarctic cryptoendolithic communities and colonies of the rock inhabitant black fungi Cryomyces antarcticus (CCFEE 515) and Cryomyces minteri (CCFEE 5187) were exposed as part of the Lichens and Fungi Experiment (LIFE) for 18 months in the European Space Agency's EXPOSE-E facility to simulated martian conditions aboard the International Space Station (ISS). Upon sample retrieval, survival was proved by testing colony-forming ability, and viability of cells (as integrity of cell membrane) was determined by the propidium monoazide (PMA) assay coupled with quantitative PCR tests. Although less than 10% of the samples exposed to simulated martian conditions were able to proliferate and form colonies, the PMA assay indicated that more than 60% of the cells and rock communities had remained intact after the “Mars exposure.” Furthermore, a high stability of the DNA in the cells was demonstrated. The results contribute to assessing the stability of resistant microorganisms and biosignatures on the surface of Mars, data that are valuable information for further search-for-life experiments on Mars. Key Words: Endoliths—Eukaryotes—Extremophilic microorganisms—Mars—Radiation resistance. Astrobiology 15, 1052–1059.