L'animazione qui sotto, composta da tre frame ripresi rispettivamente il 30 giugno, il 2 e 4 luglio, mostra l'espansione e la dissolvenza graduale degli anelli.

V404 Cygni

Anelli concentrici di luce a raggi X intorno a V404 Cygni, ripresi dal telescopio a raggi X a bordo il satellite Swift della NASA dal 30 giugno al 4 luglio. Il colore indica l'energia dei raggi X: il rosso rappresenta la più bassa (da 800 a 1.500 elettronvolt, eV), il verde l'intermedia (1.500 a 2.500 eV), mentre il più energetico è il blu (2.500 a 5.000 eV). Per un confronto, la luce visibile ha energie che variano da circa 2 a 3 eV. Le linee scure che corrono diagonalmente attraverso l'immagine sono artefatti del sistema di imaging.
Credits: Andrew Beardmore (Univ. of Leicester) and NASA/Swift

Gli astronomi ritengono che gli anelli derivano da un "eco" di luce a raggi X.
I flare emessi dal buco nero emettono raggi X in tutte le direzioni. Parte di essi viaggia verso di noi: alcuni direttamente mentre altri seguono una strada più lunga perché vengono riflessi dagli strati di polvere. Questo ritardo crea echi di luce, sotto forma di anelli che si espandono nel tempo.

L'analisi di questi dati dimostra che tutti provengono da un unico grande evento, avvenuto il 26 giugno alle 17:40 UTC.

V404 Cygni si trova a circa 8.000 anni luce di distanza nella costellazione del Cigno.
Ogni 20 anni circa il buco nero del sistema binario sembra sfogare tutta la sua energia: la sua precedente eruzione si è conclusa nel 1989.

Il 15 giugno, Swift aveva identificato i primi segnali del risveglio ed il satellite dell'ESA Integral aveva continuato il monitoraggio a partire dal 17:

17 June 2015 Renewed hard X-ray flaring activity from V404 Cyg (GS 2023+338) triggered the Swift/BAT (GCN 17929), Fermi/GBM (GCNs 17932, 17935) and Konus-Wind (GCN 17938), which indicate the start of a new outburst from this source (ATels #7646, #7647). These observations have initiated a public ToO observation starting tonight, in Revolution 1554, from 17-19 June 2015.

Subito dopo, il MAXI (Monitor of All-sky X-ray Image), parte del Japanese Experiment Module a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), aveva osservato un flare di raggi X dalla stessa zona di cielo.

Dopo questi risultati V404 Cygni è stato tenuto costantemente sotto controllo dalla comunità astronomica mondiale con una massiccia campagna di osservazione.