"La distribuzione della galassie non è uniforme e non segue uno schema. Ha picchi e valli molto simili ad una catena montuosa", ha detto Hudson.
"Una migliore comprensione della materia oscura è fondamentale per capire la formazione delle galassie e delle strutture in cui vivono, come ammassi di galassie, superammassi e vuoti", ha aggiunto.

La mappa, ottenuta dal redshift delle galassie che fornisce informazioni circa la loro distanza, copre circa 2 miliardi di anni luce (in confronto l'Universo osservabile si estende per oltre 13 miliardi di anni luce) ed è disponibile online sul sito Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

La zona rossa è il superammasso chiamato Concentrazione Shapley, la più grande concetrazione di galassie nel nostro vicinato cosmico.
Le aree bianche e azzurre sono quelle più popolate fino ad arrivare al medio blu che sono le zone inesplorate e al blu dove regna quasi il vuoto.

La mappa, però, non è statica e tiene conto, oltre che dell'espansione dell'Universo, anche del movimento peculiare delle galassie che sembrano muoversi alla deriva una rispetto all'altra. La nostra Via Lattea, ad esempio, e la vicina Andromeda si muovono con una velocità di 2 milioni di chilometri all'ora. Hudson, spera di usare questa mappa per comprendere la causa di tali movimenti, dietro ai quali potrebbe nascondersi la forza gravitazionale della materia oscura.

Il prossimo obiettivo è migliorare il risultato ottenendo campioni più dettagliati delle velocità peculiari.