Il lander della missione Chandrayaan-3 ha toccato il suolo lunare alle 12:32 UTC del 23 agosto, dopo una discesa di 19 minuti dall'orbita lunare.

"Abbiamo effettuato un atterraggio morbido sulla Luna! L'India è sulla Luna!", ha annunciato il presidente dell'Indian Space Research Organization (ISRO), Sreedhara Somanath.
"Questo successo appartiene a tutta l'umanità e aiuterà in futuro le missioni lunari di altri paesi", ha detto il primo ministro indiano Narendra Modi. "Sono fiducioso che tutti i paesi del mondo, compresi quelli del sud del mondo, siano in grado di realizzare tali imprese. Tutti possiamo aspirare alla Luna e oltre".

Il lander Vikram è atterrato vicino al cratere Manzinus U, nella posizione evidenziata dal cerchietto rosso nell'immagine sottostante.

Crediti: Google/NASA/USGS/Jaxa/Selene - Processing: Marco Di Lorenzo

Chandrayaan-3 è stata lanciata a bordo di un razzo LVM3 il 14 luglio da uno spazioporto nello Sriharikota, sulla costa orientale dell'India. La navicella spaziale è entrata in un'orbita ellittica attorno alla Luna all'inizio di questo mese, quindi ha eseguito diverse manovre per spostarsi su un percorso quasi circolare, che l'ha portata a circa 150 chilometri sopra la superficie lunare. Giovedì scorso (17 agosto), il duo Vikram-Pragyan si è separato dal modulo di propulsione della missione e hanno rallentato con successo la loro corsa venerdì (18 agosto) e domenica (20 agosto).
Mentre erano ancora in orbita attorno alla Luna, lunedì (21 agosto) e martedì (22 agosto), la coppia ha stabilito un contatto con l'orbiter Chandrayaan-2, che orbita intorno alla Luna dal 2019 e fungerà da collegamento per le comunicazioni con la Terra per la missione Chandrayaan-3.


L'allunaggio

Il lander Vikram è atterrato vicino al cratere Manzinus U a 69,37 gradi di latitudine sud e 32,35 gradi di longitudine est, come da programma.
La discesa è iniziata da un'altitudine di circa 30 chilometri ed è stata supportata dalla stazione di comunicazione per lo spazio profondo ESTRACK dell'ESA a New Norcia, in Australia.

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Mosaico di due immagini riprese dalla " Lander Horizontal Velocity Camera" durante la discesa. - Crediti: ISRO - Processing: Marco Di Lorenzo

Questo è stato l'atterraggio morbido alla latitudine lunare più alta fino ad oggi. Il successo segue un tentativo fallito nel 2019 con il lander della missione Chandrayaan-2 e avviene pochi giorni dopo lo schianto della missione russa Luna-25.

Chandrayaan 3 allunaggio

Crediti: ISRO


Vikram e Pragyan

Il lander Vikram (che in sanscrito significa ""valore"") trasporta con sé anche Pragyan ("saggezza"), un rover a energia solare da 26 chilogrammi a sei ruote che cercherà di dimostrare il funzionamento itinerante sulla superficie lunare. Pragyan è già sceso dalla rampa, poche ore dopo l'allunaggio, come dimostra questa immagine "rubata" dalla sala di controllo (il rover è in basso a destra).

RoverRampante

Crediti: ISRO / Processing: Marco Di Lorenzo

Similmente allo sfortunato rover su Chandrayaan-2, sulle ruote di Pragyan sono incisi l'Ashoka Chakra, un simbolo religioso di una ruota con 24 raggi raffigurato sulla bandiera indiana e, il logo dell'ISRO. L’ISRO spera che, quando Pragyan "camminerà" sulla Luna, entrambi i simboli vengano impressi sulla superficie dove rimarranno intatti per eoni.

La coppia robotica trascorrerà un giorno lunare (circa 14 giorni terrestri) esplorando da vicino il polo sud della Luna, con l'obiettivo di raccogliere dati e condurre una serie di esperimenti scientifici per saperne di più sulla composizione del nostro satellite.

Senza unità di riscaldamento a radioisotopi, non ci si aspetta che Vikram  e Pragyan sopravvivano alla successiva notte lunare, durante la quale le temperature scenderanno fino a meno 130 gradi Celsius.

La missione è principalmente una dimostrazione tecnologica.

Vikram trasporta:

  • RAMBHA (Radio Anatomy of Moon Bound Hypersensitive ionosphere and Atmosphere): per misurare la densità del plasma (ioni ed elettroni) in prossimità della superficie e le sue variazioni nel tempo
  • ChaSTE (Chandra’s Surface Thermo physical Experiment): per effettuare misurazioni delle proprietà termiche della superficie lunare vicino alla regione polare
  • ILSA (Instrument for Lunar Seismic Activity): per misurare la sismicità attorno al sito di atterraggio e delineare la struttura della crosta e del mantello lunare
  • LRA (Laser Retroreflector Array): strumento per il moto lunare
  • una serie di retroriflettori laser passivi forniti dalla NASA

Pragyan trasporta:

  • LIBS (Laser Induced Breakdown Spectroscope): spettroscopio per determinare quali elementi (Mg, Al, Si, K, Ca, Ti, Fe) compongono il suolo e le rocce intorno alla zona di atterraggio
  • APXS (Alpha Particle X-ray Spectrometer): spettroscopio ai raggi x per derivare la composizione chimica e inferire la composizione mineralogica della superficie lunare

Dall'orbita, il modulo di propulsione eseguirà misure spectrali e polarimetriche della Terra dall'orbita lunare nel vicino infrarosso (NIR, nel range 1-1.7 μm) con SHAPE (Spectro-polarimetry of Habitable Planet Earth).


Un successo progettato con cura

Il successo dell’India è frutto di “ampie modifiche” alla strategia di atterraggio dopo lo schianto del Chandrayaan-2 del 2019, ha detto Anil Bhardwaj, direttore del Physical Research Laboratory (PRL). Gli algoritmi di bordo che calcolano la velocità del veicolo spaziale in tempo reale durante la discesa sono stati rielaborati per consentire "maggiore libertà di deviare" dal protocollo "ma continuare comunque l'atterraggio", ha aggiunto.

Altre modifiche hanno contribuito al successo della missione, come: una zona di atterraggio target più ampia, appoggi più forti per Vikram per resistere a velocità di atterraggio più elevate e motori dinamici in grado di regolare la velocità della navicella per un atterraggio più fluido.