Curiosity Sol 547 map

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Ora che Curiosity ha oltrepassato Dingo Gap, una duna di sabbia che unisce due scarpate, il paesaggio sembra molto più accogliente.

Curiosity sol 528 Dingo Gap anaglyph

Curiosity sol 528 Dingo Gap anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Il team di missione aveva vagliato questo percorso alternativo per raggiungere la meta finale, le pendici del Monte Sharp, per evitare un terreno aspro e tagliente e limitare i danni un po' prematuri sul rivestimento delle ruote.

Curiosity sol 538 MastCam

Curiosity sol 538 MastCam left
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Curiosity ha guidato sopra la duna per tre giorni e nel sol 538, ha guardato indietro fotografano il percorso fatto.
Giusto per avere qualche riferimento: Dingo Gap è alta circa 1 metro, mentre la distanza tra le tracce parallele lasciate dalle ruote è di 2,7 metri.

In effetti passata la duna, il paesaggio sembra molto diverso.
Il rover ha guidato finora su in terreno molto difficile.

Curiosity sol 486 MastCam right

Curiosity sol 486 MastCam right
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Ma al di là di Dingo Gap lo aspetta una vasta e liscia pianura, chiamata Moonlight Valley (indossate gli occhialini 3D... è un vero spettacolo!):

Curiosity sol 545 NavCam anglyph - Moonlight Valley

Curiosity sol 545 NavCam anglyph - Moonlight Valley
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Nonostante ora il terreno sembri favorevole alla guida, il team di missione ha deciso di adottare ulteriori precauzioni per contenere il tasso di foratura delle ruote e, come già avevano anticipato, Curiosity ha iniziato a guidare all'indietro.

Così, dopo aver testato la procedura nei laboratori terrestri, martedì 18 febbraio il rover ha eseguito la sua prima guida di 100,3 metri usando la retromarcia.

La prova sul campo non era strettamente necessaria in questo momento ma, avendo ottenuto riscontri positivi, potrà essere un'arma in più per affrontare percorsi più difficili in futuro.

Jim Erickson, Project manager della missione presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, California, ha detto: "Passata la duna, abbiamo iniziato ad attraversare il terreno già ipotizzato sulla base dei dati orbitali. Ci sono meno rocce taglienti, molte sono sciolte e per la maggior parte, c'è un po' di sabbia ad ammortizzare il veicolo".

Non ho ancora avuto il tempo di controllare il catalogo delle immagini raw ma immagino sarà divertente mettere insieme un breve filmato sulla guida!

A parte la nuova tecnica adottata, il programma rimane lo stesso: Curiosity si fermerà presso il target prima chiamato KMS-9 ed ora ribattezzato "Kimberley", per eseguire la sua terza perforazione, dopo John Klein e Cumberland, prima di proseguire per il Monte Sharp.

Il soggiorno presso Kimberley offrirà al team il tempo necessario per analizzare le immagini orbitali ed trovare la strada migliore per raggiungere la meta.