ESA GAIA

Credit: ESO

Potrebbe sembrare una stella tra tante ma quel piccolo puntino bianco ripreso in due immagini del Very Large Telescope Survey Telescope dell'European Southern Observatory (ESO) in Chile, in realtà è la sonda dell'ESA Gaia!

Lanciata con successo il 19 dicembre alle 9:12 UT, dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guiana francese, realizzerà una mappa tridimensionale dettagliata della nostra Galassia: durante la sua vita operativa di cinque anni, osserverà in media 70 volte un miliardo di stelle.

Ora, Gaia si trova a 1,5 milioni di chilometri di distanza, in orbita in un punto virtuale dello spazio conosciuto come punto Lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, dove è arrivata lo scorso 19 gennaio.

Durante i soli primi sei mesi di lavoro, la sonda riuscirà a vedere almeno una volta tutto il miliardo di stelle, che poi verranno studiate ed osservate in media 70 volte ciascuna, nell'arco dei cinque anni di missione.

Oltre alle posizioni ed ai movimenti, che verranno rilevati con una precisione equivalente ad osservare dalla Terra una moneta delle dimensioni di un euro posta sulla Luna, la sonda misurerà anche le principali proprietà fisiche di ogni stella, compresa luminosità, temperatura e composizione chimica.

Ma, mentre Gaia scruterà il cielo, noi potremo osservare Gaia!
I telescopi terrestri possono individuarla, con un po' di fatica e un po' di fortuna, grazie ad alcuni elementi riflettenti, come i pannelli solari o l'antenna ma la luce emessa è un milione di volte più debole di quanto riuscirebbe a vedere l'occhio umano.

Per misurare la posizione di Gaia nel cielo, una rete di piccoli e medi telescopi stanno monitorando la sonda su base quotidiana. I dati vengono poi utilizzati dall'ESA Space Operations Centre per ricostruire l'orbita, ottenendo una precisione di 150 metri sulla sua posizione e di e di 2,5 millimetri / secondo sul suo movimento.

Le due immagini in apertura, sono state scattate a 6,5 minuti di distanza l'una dall'altra, il 23 gennaio scorso.