Scritto: Sabato, 06 Agosto 2022 18:22 Ultima modifica: Domenica, 07 Agosto 2022 05:56

Cape Canaveral, come nel 1967


Giovedì 4 di agosto 2022, proseguendo una giornata intensa di lanci spaziali, il centro di lancio di Cape Canaveral ha avvicinato un record detenuto dal lontano 1967, quando due missioni orbitali sono decollate a poche ore l'una dall'altra da rampe vicine.

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Nella foto il lancio del razzo Atlas V 421 con la scia illuminata dal sorgere del Sole.
Nella foto il lancio del razzo Atlas V 421 con la scia illuminata dal sorgere del Sole.
Credito: ULA

 Proseguendo la fitta giornata di lanci del 4 agosto, iniziata in Cina e proseguita in Nuova Zelanda, ci spostiamo adesso sulla Space Coast per eccellenza, la Florida. Nella base di lancio di Cape Canaveral sono le 10:29 UTC (le 6:29 locali) quando i motori RD-180 del primo stadio del razzo vettore Atlas 5, versione 421, di United Launch Alliance hanno preso vita, seguiti, pochi istanti dopo dai due booster a solido di spinta. Il razzo si è alzato rapidamente dalla rampa SLC-41 in uno spettacolare cielo dell'alba atlantica per una missione dedicata della Space Force USA.

 La missione SBIRS GEO-6 è stata la sesta e ultima della costellazione del sistema a infrarossi di satelliti geosincroni dotati di sensori di scansione e fissi per rilevare i lanci di missili balistici in qualsiasi parte del globo. Il satellite è stato rilasciato su un'orbita di trasferimento geosincrona personalizzata a circa 36.000 chilometri sopra l'equatore. Dopo la separazione dallo stadio principale, avvenuto circa cinque minuti dopo il decollo, lo stadio superiore Centaur ha iniziato la prima delle tre accensioni dei motori previsti per portare SBIRS GEO 6 nell'orbita prefissata. L'ULA ha affermato che il carico utile si è separato ed è stato rilasciato in un'orbita di trasferimento geosincrona quasi tre ore dopo il decollo.

 I satelliti SBIRS sono realizzati da Lockheed Martin. Il GEO-6, dal costo di circa 1 miliardo di dollari, è costruito sul bus LM 2100 e trasporta come carico utile un sensore sviluppato da Northrop Grumman. Il primo SBIRS GEO-1 venne lanciato a maggio 2011. ULA ha lanciato tutti e sei i satelliti della costellazione SBIRS. L'Air Force nel 2018 ha deciso di annullare l'acquisto del settimo e dell'ottavo satellite SBIRS a causa delle preoccupazioni che questi sistemi non fossero resistenti a possibili attacchi degli avversari. L'Air Force è passata a un nuovo programma, il Next Generation Overhead Persistent Infrared. Lockheed Martin sta costruendo tre satelliti OPIR di nuova generazione e il primo dovrebbe essere lanciato nel 2025.

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Nella foto il decollo del razzo Atlas V 421 per la missione SBIRS GEO-6 dalla rampa 41 di Cape Canaveral. Credito: ULA

 SBIRS GEO-6 è stata la 95esima missione dell'Atlas 5, un razzo che ULA prevede di ritirare nel prossimo futuro mentre cerca di porre fine alla sua dipendenza dal motore russo RD-180. Mentre passa a un nuovo veicolo, il Vulcan Centaur, ULA ha ancora 19 missioni rimanenti sotto contratto per l'Atlas 5, ha affermato Gary Wentz, vicepresidente dei programmi governativi e commerciali dell'ULA. Questi includono due lanci di sicurezza nazionale, sette missioni con equipaggio spaziale civile e 10 lanci commerciali.

 Si è trattato del 95esimo lancio orbitale globale del 2022, il 92esimo a concludersi con successo ed il 50esimo per gli Stati Uniti che guidano la classifica, seguiti dalla Cina.

 

 Poco meno di 13 ore dopo, dalla relativamente vicina rampa SLC-40, il razzo Falcon 9 di SpaceX decollava per una missione lunare coreana. La prima missione della Corea del Sud verso la Luna è decollata alle 23:08 UTC (le 19:08 locali) di giovedì 4 agosto. Il lancio è stato così il secondo della giornata dalla Space Coast della Florida, segnando il più breve periodo fra due lanci a Cape Canaveral dal 1967.

 Il Falcon 9 è decollato dallo Space Launch Complex 41 a Cape Canaveral con il Korea Pathfinder Lunar Orbiter, un veicolo spaziale da 678 chilogrammi delle dimensioni di un grande frigorifero che raccoglierà dati sulla geologia lunare e cercherà prove di ghiaccio d'acqua nascosto nei crateri ai poli della Luna.

 Dopo aver compiuto il proprio lavoro, il primo stadio del razzo, numero di matricola B1052, è atterrato sulla nave drone di SpaceX "Just Read the Instructions" ormeggiata al largo nell'Oceano Atlantico a est di Cape Canaveral. Questo primo stadio era al suo sesto volo. In precedenza aveva iniziato la sua carriera, nel 2019, con due missioni come booster laterale del Falcon Heavy. Dopo essere stato trasformato in primo stadio aveva compiuto il volo per CSG-2 a gennaio 2022 ed un paio di voli Starlink a marzo e maggio.

 Il lancio del razzo Falcon 9 di giovedì sera è avvenuto 12 ore e 39 minuti dopo il decollo del razzo Atlas 5 della United Launch Alliance dal pad 41, situato a circa 2,5 chilometri a nord del complesso di lancio di SpaceX.

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Nella foto il decollo del razzo Falcon 9 di SpaceX per la missione coreana KPLO Danuri dalla rampa 40 di Cape Canaveral. Credito: SpaceX

 L'ultima volta che c'era stato un intervallo così breve tra due razzi di classe orbitale decollati da Cape Canaveral era avvenuto il 7 e 8 settembre 1967, quando un razzo Thor Delta G e un razzo Atlas Centaur vennero lanciati a meno di 10 ore di distanza l'uno dall'altro. Il razzo Thor Delta G lanciò un veicolo spaziale recuperabile chiamato Biosatellite 2 con a bordo una serie di esperimenti di ricerca biologica mentre l'Atlas Centaur inviò il lander Surveyor 5 della NASA sulla Luna. Nuovamente quindi una missione lunare ha costituito anche la seconda metà del doppio lancio di giovedì.

 La missione di KPLO è quella di esplorare, essere un precursore, delle future ambizioni della Corea del Sud nell'esplorazione spaziale, che includono un atterraggio robotico sulla Luna all'inizio degli anni '30. La Corea del Sud ha anche firmato per aderire agli Accordi di Artemis guidati dalla NASA e potrebbe contribuire al programma di esplorazione lunare umana dell'agenzia spaziale statunitense. La missione KPLO è anche chiamata 'Danuri', una combinazione delle parole "dal" e "nurida" in coreano, che significano "goditi la luna".

 "L'idea di base di questa missione è lo sviluppo tecnologico e la dimostrazione," ha affermato Eunhyeuk Kim, scienziato del progetto della missione della KARI, il Korea Aerospace Research Institute. "Inoltre, usando gli strumenti scientifici, speriamo di ottenere alcuni dati utili sulla superficie lunare". La missione trasporta infatti sei strumenti scientifici e carichi utili di dimostrazione tecnologica. KPLO testerà anche una nuova piattaforma spaziale sudcoreana progettata per operazioni nello spazio profondo, insieme a nuove capacità di comunicazione, controllo e navigazione, inclusa la convalida di una connessione "interplanetaria" utilizzando una rete tollerante alle interruzioni.

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Nella foto la sonda coreana KPLO Danuri in preparazione prima dell'installazione sul Falcon 9. Credito: KARI

 La separazione del veicolo spaziale KPLO è stata confermata a T+40 minuti e 16 secondi. Secondo KARI, la sonda avrebbe dovuto estendere i suoi pannelli solari e iniziare a trasmettere ai controller di terra entro circa 20 minuti dal rilascio del Falcon 9.

 Questo lancio del Falcon 9 è stato il 97esimo lancio orbitale globale del 2022, il 94esimo a concludersi con successo, il 51esimo per gli Stati Uniti ed il 34esimo per la compagnia di Elon Musk.

 No, non è un errore, questi due lanci sono stati il 95esimo e 97esimo globali... perché in mezzo ci si è messo il secondo lancio cinese della giornata, addirittura con uno spazioplano, ma di questo parlerò in altro articolo.

Letto: 743 volta/e Ultima modifica Domenica, 07 Agosto 2022 05:56

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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