La piccola luna orbitante attorno all'asteroide Didymos (dal greco "doppio", "gemello"), chiamata finora informalmente "Didymos B" o "Didymoon", ha ricevuto un nome ufficiale: Dimorphos.
Lo UAI (Unione Astronomica Internazionale) lo ha annunciato questa settimana.
"Dimorphos, che significa 'due forme' riflette anche lo stato di questo oggetto che sarà il primo il primo corpo celeste ad avere la 'forma' della sua orbita significativamente cambiata dall'umanità, in questo caso dall'impatto di DART", ha commentato Kleomenis Tsiganis, scienziato planetario dell'Università Aristotele di Salonicco e un membro del team della missione che ha suggerito il nome.

Didymos e Dimorphos

Didymos e Dimorphos ripresi da Arecibo il 23, 24 e 26 novembre 2003.

"Gli astronomi saranno in grado di confrontare le osservazioni dei telescopi terrestri prima e dopo l'impatto cinetico di DART per determinare quanto è cambiato il periodo orbitale di Dimorphos", ha aggiunto Tom Statler, scienziato del programma DART della NASA. "Questa misura chiave ci dirà come l'asteroide ha risposto al nostro sforzo di deflessione".

Dimorphos fa parte di un oggetto binario: il corpo maggiore, è un asteroide di tipo S roccioso di circa 780 metri di diametro, mentre la piccola luna ha un diametro di circa 160 metri (grande quasi quanto la Grande Piramide di Giza.) e composizione sconosciuta.
Il NEO fu originariamente scoperto nel 1996 da Joe Montani dello Spacewatch Project presso l'Università dell'Arizona ma fu nel 2003 che l'astronomo Petr Pravec, all'Osservatorio di Ondřejov nella Repubblica Ceca, riconobbe che la luminosità dell'oggetto poteva essere coerente con uno schema binario.

La sonda DART (un acronimo che significa "dardo" in inglese) colpirà Dimorphos, alla notevole velocità di 6.6 km/s (23mila km/h).
E' sostanzialmente un proiettile equipaggiato con un motore ionico e due pannelli solari che dispiegati misurano 8,6 x 2,3 metri. Partirà a bordo del razzo Falcon 9 di SpaceX.

Con DART viaggerà LICIACUBE (Light Italian CubeSat for Imaging of Asteroid), un piccolo nanosatellite italiano sviluppato dalla Argotec, l'azienda ingegneristica aerospaziale di Torino, diventata popolare per la ISSpresso.
Il cubesat, dopo aver viaggiato per circa 16 mesi, si separerà dalla sonda NASA per documentare da vicino gli effetti dell’impatto, il cratere e l’evoluzione dei detriti generati dalla collisione.

Un satellite europeo, Hera, arriverà sul posto qualche anno più tardi ed avrà il compito di misurare gli effetti dello scontro sull'orbita Dimorphos.
"Un tale sistema di asteroidi binari è il banco di prova perfetto per un esperimento di difesa planetaria, ma è anche un ambiente completamente nuovo per investigare gli asteroidi. Sebbene i sistemi binari rappresentino fino al 15% di tutti gli asteroidi conosciuti, essi non sono mai stati esplorati prima e ci aspettiamo molte sorprese" ha spiegato il responsabile di Hera, Ian Carnelli. La sonda raccoglierà dati sulla massa, sulla composizione e sul cratere di Dimorphos lasciati da DART e trasporterà due cubesat che eseguiranno il primo rilevamento radar sull'interno di un asteroide, dimostrando la tecnologia di collegamento inter-satellite nello spazio profondo.

Missione DART - Hera ed i cubesat

Una rappresentazione artistica di HERA con i cubesat.
Crediti: ESA–ScienceOffice.org

Nel 2017, la missione DART sostituì la missione ARM che non trovò i fondi necessari per proseguire. Quest'ultima, proposta nel 2013, prevedeva inizialmente la cattura di un piccolo asteroide NEO (qualche metro di diametro); la deviazione della sua traiettoria ed il trasferimento in orbita lunare per essere comodamente esplorato da un equipaggio umano.

L'asteroide binario Didymos Dimorphos passerà vicino alla Terra nel 2022 e poi nel 2024 per cui la finestra di lancio si aprirà a fine luglio 2021. DART intercetterà la piccola luna alla fine di settembre 2022, quando il NEO si troverà a 11 milioni di chilometri dalla Terra, consentendo osservazioni da parte di telescopi terrestri e radar planetari. Nel 2024 la soda Hera partirà per raggiungere il sistema binario ed eseguire un'indagine ravvicinata sui risultati dell'impatto.