Scritto: Martedì, 12 Maggio 2020 15:16 Ultima modifica: Mercoledì, 13 Maggio 2020 05:29

Anche la Russia vuole tornare sulla Luna


La Russia, che non si interessa alla Luna dal 1976, spera di riprendere il suo programma di esplorazione spaziale, là dove si era fermato.

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Anche la Russia vuole tornare sulla Luna Crediti: Roscosmos

 Vladimir Kolmykov, capo del Lavochkin Scientific and Production Association, un dipartimento dell'Agenzia Spaziale RosCosmos, ha riferito che sono state messe in calendario tre missioni sulla Luna per il decennio in corso.
"Il veicolo spaziale Luna-25 è attualmente in fase di assemblaggio e nelle prime fasi di prova", ha detto, in accordo con una trascrizione inglese della chiamata pubblicata dal Cremlino il 10 aprile.

 L'obiettivo è quello di completare Luna-25 entro marzo 2021 per lanciare il 1 ottobre dello stesso anno, come annunciato sul sito web dell'agenzia russa.
Sempre secondo il comunicato, l'ESA sta partecipando al progetto fornendo una stazione di Terra aggiuntiva per raccogliere i dati scientifici, nonché per lo sviluppo del dispositivo Pilot-D (Precise and Intelligent Landing using On-board Technologies) che è un sistema ottico innovativo per la navigazione ad alta precisione con capacità autonoma di prevenire ostacoli. Ideale per la fase di atterraggio.

 Successivamente la Russia prevede di inviare Luna-26 per mappare la superficie del nostro satellite e Luna-27 per studiare la regolite ed il suolo lunare, atterrando con un sistema di pilotaggio europeo.
"Nel complesso siamo abbastanza fiduciosi che gli obiettivi riguardanti Luna-26 e Luna-27 saranno raggiunti rispettivamente nel 2024 e nel 2025", aveva riferito Kolmykov a Putin il mese scorso.

 Sono in fase di studio anche altre missioni. Luna-28 potrebbe trasportare un piccolo rover e rispedire delle rocce sulla Terra; Luna-29 potrebbe trasportare un rover più grande stile Lunokhod.

 Nel comunicato russo si fa riferimento anche ai piani di Trump che ha da poco firmato un decreto che garantisce agli americano il diritto di estrarre risorse nello spazio, inclusa la Luna.
Il Presidente Americano ha invitato i leader mondiali a fare il punto sulla situazione, tenendo fuori Russia e Cina. Il patto è noto come Artemis Accords e, non solo regola l'estrazione minerale nello spazio ma stabilisce delle "zone di sicurezza" per prevenire interferenze da parte di "paesi o società rivali". E quindi.... addio Luna "patrimonio comune dell'umanità", così come era stata definita nel trattato del 1979 (mai diventato trattato internazionale)... sarà l'inizio di una nuova guerra fredda?

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Read 391 times Ultima modifica Mercoledì, 13 Maggio 2020 05:29
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1 commento

  • Comment Link leopoldo Mercoledì, 13 Maggio 2020 10:36 posted by leopoldo

    da Geopolitica dell'Esplorazione Spaziale di Spagnulo, segnalo questi 2 brani che la corsa alla Luna è una condizione neccessaria per non essere schiacciati nella cultura, nella difesa, nella politica. L'unica difesa da brame beliciste (-: è la collaborazione tra agenzie, ma il saggio di misura per ottenere un equilibrio è sempre molto difficile da gestire ))-:


    Secondo il rapporto «Mastering the Ultimate High Ground: Next Steps in the Military Uses of Space» della RAND Corporation78, l'obiettivo strategico degli Stati Uniti nel ventunesimo secolo sarà il controllo del cosiddetto «Higher Ground», cioè dell'orbita più alta nello Spazio profondo. Questa strategia potrebbe, pertanto, comportare uno spostamento della catena spaziale di comando e controllo più lontano dalla Terra, per esempio dalle orbite geostazionarie a quelle lunari, e questa considerazione fornisce una nuova chiave di lettura per il futuro dell'esplorazione spaziale.


    78. B.S. LAMBETH, Mastering the Ultimate High Ground: Next Steps in the Military Uses of Space, RAND Corporation, 2007.
    ........

    Quest'assunto strategico è sempre stato un pilastro della dottrina militare statunitense, al punto che il professor Everett Dolmann, docente di Studi Militari presso il College dell'US Air Force e autore del libro Astropolitik, scrive: «Chi controlla le orbite terrestri basse, di fatto controlla lo Spazio intorno alla Terra, e chi controlla lo Spazio intorno alla Terra controlla il pianeta. Chi controlla il pianeta Terra determina il destino dell'umanità»103.
    In futuro, le Battle Stars potrebbero essere posizionate non solo come previsto da Friedman sull'orbita geostazionaria, che oggi è già raggiungibile da armi antisatellite, ma proprio sui punti lagrangiani del sistema Terra-Luna, a centinaia di migliaia di chilometri dal nostro pianeta.

    103. E. DOLMANN, Astropolitik: Classical geopolitics in the Space Age, Frank Cass Publishers, 2001.

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