Scritto: Venerdì, 10 Aprile 2020 08:52 Ultima modifica: Venerdì, 10 Aprile 2020 09:15

Il virus non ferma la ISS


Nonostante la pandemia Covid-19 stia mettendo a dura prova tutto il mondo, compreso l'ambito spaziale, ieri un nuovo equipaggio è arrivato regolarmente alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), peraltro usando il nuovo vettore Sojuz 2.1a.

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Il lancio della missione Sojuz MS-16. Il lancio della missione Sojuz MS-16. Credit: NASA/GCTC/Andrey Shelepin

 Per la prima volta fin dal 2002, esseri umani sono partiti dal Kazakistan alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) su un razzo che non fosse il veterano Sojuz-FG, andato in pensione lo scorso anno. Da ora è infatti il più moderno Sojuz 2.1a a svolgere il compito di portare gli equipaggi per la sezione russa della stazione. Il veicolo spaziale Sojuz MS-16, con a bordo l'equipaggio composto dal Comandante Anatolij Ivanišin e dagli Ingegneri di bordo Ivan Vagner e dall'astronauta NASA Chris Cassidy, è decollato dalla rampa 31/6 del complesso di Baikonur, nel Kazakistan, alle 13:05 locali (le 10:05 italiane) del 9 aprile 2020. Il lancio si è svolto senza nessun problema ed il nuovo razzo ha svolto il suo ruolo magnificamente, inserendo la capsula su una traiettoria di inseguimento per la ISS della durata di appena quattro orbite, pari a sei ore.

 Alle 16:13 la Sojuz MS-16 ha attraccato regolarmente in modo automatico al modulo di servizio Poisk della stazione, riportando così l'equipaggio permanente a sei persone. Infatti, ad attendere i nuovi astronauti vi erano i tre di Spedizione 62, il Comandante Oleg Skripočka e dagli Ingegneri di Volo Jessica Meir e Andrew Morgan, della NASA, soli dallo scorso 7 febbraio. L'apertura dei portelli fra i due veicoli spaziali è avvenuta alle 17:28 italiane ed i sei astronauti e cosmonauti si sono salutati calorosamente. Cassidy, Ivanišin e Vagner faranno parte dell'equipaggio di Spedizione 62 per otto giorni. Cassidy diventerà il Comandante di Spedizione 63 una volta che Skripočka, Meir e Morgan lasceranno la ISS, il prossimo 17 aprile, con la loro Sojuz MS-15 per il loro rientro sulla Terra.

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La Sojuz MS-16 mentre sta per attraccare alla ISS. Credit: NASA/TV

 Una cerimonia di cambio di comando con tutti e sei i membri dell'equipaggio presenti è prevista per il 15 aprile. Per Cassidy ed Ivanišin questo è il terzo volo spaziale, mentre è il debutto per Vagner. I tre trascorreranno oltre sei mesi a bordo della stazione, durante i quali svolgeranno oltre 160 esperimenti in diversi campi, quali la biologia, la scienza della Terra, le ricerche umane, la fisica e lo sviluppo tecnologico. Durante la loro permanenza a bordo della ISS dovrebbero ricevere la visita del primo veicolo spaziale commerciale abitato americano. Si tratterà della Crew Dragon per la missione di test DM-2 della SpaceX con gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley, il cui lancio è previsto, attualmente, da metà a fine maggio. I due astronauti NASA avrebbero dovuto restare sulla ISS solo alcuni giorni ma si sta valutando una permanenza maggiore per incrementare il lavoro sugli esperimenti a bordo. Infatti i tre saranno raggiunti dalla prossima missione di equipaggio permanente soltanto ad ottobre, con il lancio della Sojuz MS-17.

 L'equipaggio di Spedizione 63 riceverà inoltre, nel corso della missione, un veicolo cargo russo Progress ed il giapponese HTV-9. Intanto, due giorni fa, l'ultima missione di un veicolo cargo Dragon di SpaceX, il CRS-20, si è conclusa con un perfetto ammaraggio nell'Oceano Pacifico. Si è trattato dell'ultimo volo di questa prima versione della capsula di SpaceX. Infatti, dal novembre prossimo sarà la nuova Dragon 2, derivata dalla Crew Dragon, a portare i rifornimenti alla stazione spaziale. Questa nuova capsula potrà attraccare automaticamente alla ISS, senza bisogno, come il precedente modello, di essere catturata per mezzo del braccio robotico. La Dragon 2 inoltre potrà imbarcare un carico maggiore, potrà essere riutilizzata fino a cinque volte e, a differenza della Crew Dragon, non sarà dotata dei sedili, cruscotti di controllo, motori di aborto SuperDraco e sistemi di sostentamento vitale. La Dragon debuttò nel 2010 e, dal 2012, ha eseguito 21 missioni di successo, trasportando circa 43 tonnellate di merci all'avamposto orbitale e riportandone 33 sulla Terra. La CRS-20 venne lanciata lo scorso 7 marzo per mezzo di un razzo Falcon 9, sempre della SpaceX.

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L'equipaggio al completo di Spedizione 62: da sinistra in primo piano i nuovi arrivati, Cassidy, Ivanišin e Vagner. Dietro, sempre da sinistra, Morgan, kripočka e Meir. Credit: NASA/Drew Morgan

 Il cambio del vettore russo utilizzato per le missioni abitate arriva nel momento in cui la Russia taglierà la cadenza dei lanci da quattro voli a solo due l'anno ma la concomitanza con il debutto dei veicoli commerciali NASA è solo un caso.

 La Russia ha iniziato ad utilizzare il vettore Sojuz-U per il volo abitato, progettato in gran parte negli anni '60 e che ha eseguito il primo volo il 18 maggio 1973, a partire dalla metà degli anni '90 – comprese le missioni per la stazione spaziale russa MIR. Il Sojuz-U detiene diversi record, compreso il maggior numero di lanci in un solo anno con i 47 voli del 1979 ed un numero complessivo in carriera di 786 missioni, fino al suo ritiro nel 2017.

 Ma mentre la tecnologia migliorava ed altri razzi diventavano più performanti, il Sojuz-U mostrava la sua età. Ad esempio il suo computer era ancora analogico e precludeva severamente le possibilità di aggiornamento del razzo. Proprio per il fatto di essere analogico, il razzo non poteva, ad esempio, eseguire il rollio nel corretto azimuth dopo il decollo dalla rampa di lancio. Addirittura era la rampa di lancio stessa a dover essere letteralmente ruotata ed angolata nella corretta direzione in modo che il razzo potesse solamente inclinarsi per la corretta traiettoria verso l'orbita prevista.

 La Roscosmos sapeva che era necessaria una versione aggiornata del Sojuz per il 21esimo secolo e così iniziò il progetto di quello che sarebbe diventata la variante Sojuz 2. Ma i dubbi dei partner internazionali della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) riguardo l'utilizzo di un nuovo veicolo per il trasporto equipaggi, sommati ai problemi finanziari ed i ritardi con il nuovo sistema di controllo al volo digitale, costrinsero la Roscosmos a creare una nuova variante Sojuz destinata a fare da ponte fra la versione U e la nuova 2. Questa nuova variante, conosciuta come Sojuz-FG avrebbe dovuto dimostrare le prestazioni in volo di alcuni nuovi sistemi e motori.

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Il vettore Sojuz-2.1A mentre viene trasportato alla rampa di lancio. Credit: Roscosmos

 Il Sojuz-FG venne lanciato la prima volta il 20 maggio 2001 ed utilizzava nuovi e più potenti motori per i booster del primo stadio e per quello centrale. Sebbene i nuovi motori, gli RD-107A per i booster e gli RD-108A per lo stadio centrale, avessero la stessa potenza di quelli vecchi utilizzati sul Sojuz-U, essi ospitavano diversi aggiornamenti in sicurezza e prestazioni che aumentavano la loro affidabilità. Il nuovo Sojuz-FG utilizzava invece lo stesso motore RD-0110 per il secondo stadio, lo stesso del Sojuz-U. Con questi ed altri aggiornamenti, il Sojuz-FG ha iniziato il trasporto di equipaggi verso la ISS il 30 ottobre 2002. Fin dal primo volo con equipaggio è stato il solo razzo russo a lanciare esseri umani verso la stazione per 17 anni e, dopo il ritiro dello Space Shuttle nel luglio 2011, è diventato l'unico mezzo idoneo al trasporto di persone alla ISS.

 Nonostante la versione FG avesse questi aggiornamenti, a bordo però aveva ancora il sistema di volo analogico e, per questa ragione, il razzo doveva essere sostituito dal Sojuz-2. Purtroppo anni di rinvii e tagli ai finanziamenti hanno portato ad un primo volo di prova, senza equipaggio, per il Sojuz 2.1A solo lo scorso agosto, quando inviò regolarmente la capsula Sojuz MS-14 verso la stazione spaziale.

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L'equipaggio di Sojuz MS-16 accompagnato verso la rampa di lancio. - Credit: Roscosmos

 Dopo il successo di oggi l'Amministratore della NASA, Jim Bridenstine ha scritto su twitter “Chris, Anatoly e Ivan sono al sicuro in orbita. Il virus non è più forte del desiderio umano di esplorare. Sono grato alle squadre NASA e Roscosmos per la loro dedizione a far si che questo lancio fosse un successo.”

 Il conto alla rovescia ed il lancio sono stati condotti senza gli usuali saluti degli amici, familiari e personale delle agenzie spaziali che incoraggiavano ed applaudivano i tre astronauti. Il personale non essenziale era stato tenuto fuori dal sito di lancio a causa delle restrizioni per il Covid-19. Un relativo piccolo gruppo di personale di supporto era presente ed indossava le mascherine di protezione e si è tenuto a distanza di sicurezza durante il percorso che gli astronauti hanno compiuto dal bus alla rampa di lancio. Anche le due settimane precedenti al lancio sono state trascorse dall'equipaggio principale, e da quello di riserva, in uno stato di isolamento molto più stretto del solito.

 Nonostante queste pesanti misure di sicurezza l'avamposto umano nello spazio continua la sua missione, ormai a quasi 20 anni esatti da quando è stato abitato la prima volta.

 

Fonti:

NASA: https://www.nasa.gov/press-release/nasa-astronaut-chris-cassidy-crewmates-arrive-safely-at-space-station

NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2020/04/soyuz-2-1a-human-launch-ms-16/

SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2020/04/09/soyuz-crew-docks-with-the-international-space-station/

Altre informazioni su questo articolo

Read 405 times Ultima modifica Venerdì, 10 Aprile 2020 09:15
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Venerdì, 10 Aprile 2020 23:12 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Adesso, nella pagina Facebook di AliveUniverse, c'è il link all'articolo.
    https://www.facebook.com/AliveUniverse/

  • Comment Link Massimo Martini Venerdì, 10 Aprile 2020 21:20 posted by Massimo Martini

    Grazie per i complimenti!
    Si, in effetti io, di solito metto su Tweet ogni uscita di articolo ma non sono (e non intendo essere) su FB.
    Giro la domanda a chi è più esperto della questione: Elisabetta Bonora o Marco Di Lorenzo.
    Un saluto.

  • Comment Link Bianca Maria Bassetti Venerdì, 10 Aprile 2020 12:38 posted by Bianca Maria Bassetti

    Bell'articolo e ben scritto.
    Dato che ho facebook e non twitter sarebbe possibile poterlo condividere con altri appassionati in Facebook?
    Mi pare strano non avere questa possibilità anche al fine di far conoscere maggiormente questo sito.
    Grazie per una risposta.
    Bianca Maria Bassetti

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