Scritto: Martedì, 17 Dicembre 2019 07:18 Ultima modifica: Martedì, 17 Dicembre 2019 07:32

New Shepard sempre più vicino all'obiettivo


Il veicolo suborbitale New Shepard, della compagnia privata Blue Origin del magnate americano Jeff Bezos, ha compiuto il dodicesimo volo. Nel 2020 i primi passeggeri potrebbero volare su questo veicolo spaziale.

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Il momento del decollo del New Shepard per il volo NS-12. Il momento del decollo del New Shepard per il volo NS-12. Credit: Blue Origin

 L'11 dicembre scorso, il veicolo suborbitale New Shepard, di Blue Origin, ha compiuto un'altra missione senza equipaggio, dimostrando la sicurezza e l'affidabilità del progetto, ormai in vista dei primi voli con equipaggio umano, previsti entro alcuni mesi. Si è trattato del sesto volo di questo particolare veicolo New Shepard. Al momento la Blue Origin ha riutilizzato due booster, ognuno per cinque volte consecutive, e quest'ultimo volo era il primo che ne eseguiva un sesto di andata e ritorno dallo spazio. Questo particolare razzo è stato un veicolo operativo con a bordo del carico utile per diversi voli, ormai senza più nessun aggiornamento necessario al sistema. Si è trattato anche della nona missione commerciale per il New Shepard, ed a bordo è stato fatto volare il centesimo carico di un cliente. NS-12, così è ufficialmente indicata questa missione del New Shepard, era prevista per il 10 dicembre, ma le condizioni meteo sopra Texas occidentale avevano costretto al rinvio al giorno seguente. L'11 dicembre invece era la nebbia che costringeva i tecnici della Blue Origin ha rinviare diverse volte il lancio. Finalmente, alle 12:53 p.m. EST (le 18:53 italiane) il motore BE-3, alimentato ad idrogeno ed ossigeno liquidi, si accendeva ed il razzo accelerava rapidamente nel cielo del Texas. Il razzo raggiungeva la velocità di circa 3.500 km/h, prima di spegnere il motore, due minuti e 25 secondi dopo il decollo, ad un'altezza di circa 58 km.

BlueOrigin NewShepard FlightProfile

Il profilo di volo di una missione del New Shepard. - Credit: Blue Origin

 Da quel momento, a bordo della capsula che si trova sulla sommità del razzo, si può sperimentare l'assenza di peso, per una durata di circa 4 minuti. La separazione fra il booster e la capsula avveniva regolarmente dopo una ventina di secondi, ad una quota di 76 km. La capsula quindi proseguiva il suo volo arrivando a toccare i 104 km prima di iniziare a ricadere verso la Terra. Intanto il booster scendeva verso il suolo accelerando sempre di più. A circa 60 km di altezza, quando si cominciano a sentire gli effetti dei primi strati più densi dell'atmosfera, venivano dispiegate le wedge fin (alette stabilizzatrici) e poi, a circa 15 km il sistema di alette di frenata. In questo modo la velocità del booster scendeva rapidamente sotto la velocità del suono. Due potenti boom sonici annunciavano il ritorno del veicolo che, a circa 1.000 metri, dal suolo riaccendeva il motore a razzo, estendeva le quattro zampe sul fondo dello scafo ed eseguiva un perfetto atterraggio al centro della piazzola in cemento, posta a circa 3 chilometri dalla rampa di lancio dove era decollato poco meno di 7 minuti e mezzo prima.

 Intanto la capsula scendeva verso il suolo e, a circa 8 minuti e 30 dal decollo si aprivano i paracadute di frenata e poi i tre principali che la rallentavano a circa 26 km/h. A circa 10 minuti di missione, ed a pochi centimetri dal suolo, si accendevano i piccoli retrorazzi che permettevano un atterraggio ancora più soffice di quello fornito con i paracadute.

ns12 capsule landing

La capsula del New Shepard mentre scende verso il suolo appesa ai paracadute, nella grafica della diretta video - Credit: Blue Origin

 I carichi utili più importanti in questo volo, il terzo compiuto nel 2019, erano i seguenti:

 - OK GO 

 All’inizio di quest’anno la Blue Origin ha collaborato con la rock band OK Go in un concorso chiamato Art in Space, dando agli studenti delle scuole superiori e medie la possibilità di inviare esperimenti artistici nello spazio sul veicolo New Shepard. I due progetti artistici vincitori sono stati imbarcati su NS-12.

 - Università della Columbia

Uno dei carichi utili educativi della Columbia University, progettato e realizzato da studenti universitari e consigliato dal Dr. Michael Massimino (un astronauta), ha studiato l'impatto degli ambienti di microgravità sulla biologia cellulare. Questo è un aspetto fondamentale per gli umani che vivono e lavorano nello spazio.

 - OSCAR

Coordinato dal Dr. Annie Meier, è un payload di tecnologia di riciclaggio dal Kennedy Space Center della NASA. È progettato per creare una miscela di gas che potrebbe essere utilizzata per la propulsione o il supporto vitale da rifiuti comuni in una missione di esplorazione umana nello spazio profondo. Questo è il primo carico utile 'full-stack' di Blue, il che significa che utilizza uno spazio maggiore per fare studi complessi durante il volo.

ns12 booster landing

Il razzo New Shepard mentre atterra, al termine della missione NS.12  - Credit: Blue Origin

 La capsula del New Shepard, è stata studiata per ospitare fino a sei passeggeri, sia che siano turisti paganti o ricercatori, ed è dotata di grandi finestre che permetteranno di vedere la Terra dallo spazio, anche se per pochi minuti. Al momento la Blue Origin con il suo New Shepard (chiamato così in onore al primo astronauta americano, Alan Shepard, che il 5 maggio 1961 compì un volo suborbitale fino a 185 km di quota) è in lizza con la Virgin Galactic ed il suo veicolo alato SpaceShipTwo, per essere la prima raggiungere quest'obiettivo. La Virgin Galactic, del magnate Sir Richard Branson, ha già eseguito due voli suborbitali di prova con piloti collaudatori oltre gli 80 km di quota ma una data per il primo volo commerciale abitato non è stato ancora fissata. Per la NASA, la US Air Force e la Federal Aviation Administration USA il 'confine' dello spazio è fissato a 80 km di quota, mentre per la Federazione Aeronautica Internazionale si trova a 100 km. Quindi, mentre il New Shepard supera entrambi questi limiti, il veicolo alato a razzo della Virgin Galactic solo quello riconosciuto negli Stati Uniti.

 Bezos, fondatore di Blue Origin e famoso soprattutto per essere diventato l'uomo più ricco del mondo con la compagnia Amazon, sta sviluppando anche un razzo orbitale chiamato New Glenn che utilizzerà un motore più potente, il BE-4, alimentato ad ossigeno e metano liquidi, per portare grandi satelliti in orbita. Lo stesso motore sarà utilizzato dal nuovo razzo Vulcan della United Launch Alliance, che andrà a sostituire i vecchi razzi Atlas e Delta americani.

BlueOrigin NewShepard LaunchPadCheck

Jeff Bezos di fronte al New Shepard sulla rampa di lancio, prima del volo inaugurale. - Credit: Blue Origin

 La Blue Origin sta realizzando un grande impianto appena fuori dai confini del Kennedy Space Center, in Florida, dove verrà assemblato il New Glenn e sta costruendo una rampa di lancio nell'adiacente Cape Canaveral Air Force Station. La compagnia sta inoltre prendendo parte alla competizione della NASA per la costruzione di un lander per il programma lunare Artemis dell'agenzia, in partner con i pesi massimi dell'aerospazio USA come Lockheed Martin e Northrop Grumman. Jeff Bezos si è detto più volte sicuro che, entro alcuni decenni, vi saranno milioni di persone che vivranno e lavoreranno nello spazio esterno. Curiosamente la Blue Origin, fondata nel settembre 2000, è, a differenza della concorrente SpaceX, molto meno incline a pubblicizzare i suoi progressi e, fino al 2015, era talmente riservata che non trasmetteva nemmeno i lanci di prova del New Shepard. Anche i progressi fatti in questi quasi 20 anni di vita, se paragonati a quelli fatti dalla SpaceX, sembrano molto più lenti ma, in fondo, il motto di questa compagnia è 'Graditam Ferociter' che si può riassumere come 'caparbiamente passo dopo passo'.

 

Fonti:

Blue Origin: https://www.blueorigin.com/news/new-shepard-mission-ns-12-updates

SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2019/12/11/blue-origin-launches-new-shepard-on-12th-test-flight/

NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2019/12/blue-origin-new-shepard-human-flight-12th-test/

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Read 438 times Ultima modifica Martedì, 17 Dicembre 2019 07:32
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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