Scritto: Lunedì, 04 Luglio 2016 07:24 Ultima modifica: Lunedì, 04 Luglio 2016 10:45

La NASA estende nove missione robotiche ma con un dietrofront per Dawn


La NASA ha appena deciso di estendere nove missioni robotiche operanti nel Sistema Solare, compreso il programma della sonda New Horizons che, dopo aver concluso con grande successo la sua missione primaria nel quartiere di Plutone, può ora tranquillamente dirigersi verso 2014 MU69.

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Tutte le missioni attive a luglio 2016 Tutte le missioni attive a luglio 2016 Crediti: Olaf Frohn

Via libera per New Horizons, quindi, che potrà esplorare un altro piccolo oggetto ghiacciato della fascia di Kuiper nell'ambito della missione KEM (Kuiper belt Extended Mission), scoperto dal telescopio spaziale Hubble solo due anni fa. La sonda era stata messa sulla traiettoria già tra ottobre e novembre 2015, in attesa che la NASA si pronunciasse sulla proposta.
L'appuntamento è pianificato per il primo gennaio 2019.
New Horizons dovrebbe passare a circa 3.000 chilometri da 2014 MU69, un corpo di medie dimensioni, stimate da 21 a 40 chilometri. Tale distanza, pari ad un quarto di quella del sorvolo su Plutone, dovrebbe garantire una risoluzione migliore di 25 metri per pixel.
Il download dei dati relativi al fly-by richiederà 20 mesi, fino alla fine del 2020 che è anche il momento in cui si concluderà la missione estesa.

"La missione New Horizons verso Plutone ha superato le nostre aspettative e ancora oggi i dati dal veicolo spaziale continuano a sorprendere", ha dichiarato Jim Green, direttore del Planetary Science della NASA.
"Siamo entusiasti di continuare nell'oscurità del Sistema Solare esterno verso un target che non era ancora stato scoperto quando la sonda è stata lanciata".

Tra le missioni approvate c'è anche il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), il Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN), i rover Curiosity e il mitico ed instancabile Opportunity, l'orbiter Mars Odyssey, il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), il supporto alla missione europea Mars Express e la sonda Dawn ma con qualche sorpresa.

Da un anno a questa parte gli ingegneri stanno facendo i conti con il poco carburante rimasto, circostanza aggravata dal fatto che già dalla missione attorno a Vesta, una delle quattro ruote di reazione aveva smesso di funzionare, costringendo il team a far un uso maggiore dei propulsori per muoversi attorno a Cerere. Tuttavia, la squadra ha fatto i salti mortali per risparmiare propellente tanto che si vociferava l'idea di visitare un terzo oggetto nel 2019, 145 Adeona, un tipico asteroide della fascia principale di 150 chilometri di diametro. Ma con la nuova missione estesa, Dawn non andrà da nessuna parte e rimarrà a studiare Cerere.

Secondo Marc Rayman, ingegnere capo della missione, la sonda potrebbe continuare fino alla prossima primavera.

"Il monitoraggio a lungo termine di Cerere, in particolare nel momento in cui si avvicina al perielio, cioè il momento della sua orbita in cui si trova alla minor distanza dal Sole, ha il potenziale per fornire scoperte scientifiche più importanti di un fy-by su Adeona", ha dichiarato in un comunicato James L. Green, direttore di scienze planetarie alla NASA.
Rayman ha detto di non avere preferenze ma il ricercatore principale della missione, Christopher T. Russell, ha manifestato la sua delusione.
"Dato che ci hanno detto di restare a Cerere, continueremo la nostra esplorazione e a fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile con il tempo rimanente a disposizione", ha detto. "C'è ancora della scienza da fare qui".

Dawn - missione primaria

Il 30 giugno, in occasione dell'Asteroid Day, Dawn ha completato la sua missione primaria.
E' stata la prima sonda a visitare due corpi del Sistema Solare e la prima ad orbitare attorno ad un oggetto della fascia principale degli asteroidi, fra Marte e Giove. Il 6 marzo 2015, Dawn è diventato anche il primo veicolo spaziale ad entrare in orbita attorno a un pianeta nano.
Ha restituito circa 69.000 immagini, ha percorso 5,6 miliardi di chilometri dal lancio ed ha concluso 2.450 orbite intorno a Vesta ed a Cerere.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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