Il nuovo concetto, chiamato "Comet Hitchhiker", sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, propone di sfruttare l'energia cinetica dei corpi, ossia l'energia che possiede un oggetto per il movimento.

"Fare l'autostop ad un corpo celeste non è così semplice come porgere il pollice perché vola ad una certa velocità astronomica e non si ferma per venirvi a prendere. Invece di un pollice, la nostra idea è quella di utilizzare un arpione e una pastoia", ha detto Masahiro Ono, ricercatore principale del progetto, presentando i risultati ad una conferenza presso l'American Institute of Aeronautics and Astronautics SPACE.

Alla base del concetto, un sistema di funi riutilizzabili sostituirebbe la necessità di consumare propellente per l'inserimento in orbita e l'atterraggio intorno a corpi con bassa attrazione gravitazionale (vale la pena di ricordare che, vista l'esperienza di Philae, gli arpioni non ci hanno finora lasciato un buon ricordo! N.d.R.).
La tecnica sarebbe piuttosto simile a quella utilizzata dai pescatori sulla Terra quando, per catturare una preda piuttosto grossa che ha abboccato, rilasciano più lenza per moderare la tensione e non far spezzare il filo, mentre la barca si avvicina. Analogamente, da una distanza compresa tra i 100 ed i 1.000 chilometri, la sonda sgancerebbe una sorta di "fiocina" per comete dotata di una pastoia in nanotubo di carbonio. Nel frattempo, un meccanismo frenante raccoglierebbe l'energia cinetica dal target. Una volta che la velocità del veicolo corrisponde a quella del "pesce", cioè a quella dell'asteroide o della cometa, si è pronti a sbarcare avvolgendo la cavezza e scendendo dolcemente. Quando è il momento di passare ad un altro target, la sonda sfrutterebbe l'energia raccolta per staccarsi rapidamente e sfrecciare lontano.

Comet Hitchhiker - concetto"Questo tipo di autostop potrebbe essere utilizzato per più destinazioni nella fascia principale degli asteroidi o nela fascia di Kuiper, da 5 a 10 in una sola missione", ha detto Ono.

Il team, per ora, ha studiato la fattibilità dell'idea per capire se un arpione e una fune possano effettivamente tollerare un impatto del genere.
Tramite simulazioni computerizzate, hanno creato quella che viene chiamata Space Hitchhike Equation, che riguarda la forza specifica della pastoia, il rapporto di massa tra il veicolo spaziale e la pastoia e la variazione di velocità necessaria per compiere la manovra.

La fune dovrebbe sopportare l'enorme tensione e calore generato dalla rapida diminuzione della velocità per entrare in orbita ed atterrare ma, a quanto pare, esistono già materiali in grado di farlo, come lo Zylon o il Kevlar o l'ideale potrebbe essere una pastoia in nanotubo di carbonio e un arpione di diamante per andare sul sicuro.