Scritto: Martedì, 13 Gennaio 2015 05:37 Ultima modifica: Martedì, 13 Gennaio 2015 20:16

Venus Express: una sonda fantasma


La gloriosa missione dell'ESA Venus Express è finita.
La navicella era ormai a corto di carburante e il team, nonostante avesse pianificato operazioni anche per il 2015, sapeva che quel fatidico momento sarebbe potuto arrivare all'improvviso.

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ESA Venus Express ESA Venus Express Credit: ESA–C. Carreau

I primi di dicembre, l'ESA annunciò di aver perso i contatti dal 28 novembre. Tuttavia. la ricezione di qualche pacchetto sporadico aveva mantenuto accesi gli animi nel tentativo di poter ristabilire di novo un collegamento.
I pochi dati ricevuti indicavano inequivocabilmente che Venus Express aveva perso l'assetto e non era più in grado di mantenere l'antenna ad alto guadagno (HGA) puntata verso la Terra.

Senza altre informazioni, senza telemetria, la squadra non ha potuto fare altro che continuare a seguire la missione come meglio poteva.
Fondamentalmente, ora di Venus Express rimane solo un'immagine residua lungo la sua orbita, in costante decadimento a causa della gravità e delle perturbazioni naturali.

Ma, mentre non potranno essere raccolti altri dati scientifici e non verranno inviati nuovi comandi, il team operativo all'ESOC è in grado di continuare a monitorare i segnali radio della sonda, riuscendo ancora a "vedere" l'onda portante in banda X trasmessa dall'antenna ad alto guadagno, anche se non è più puntata verso la Terra e il segnale continua a svanire.

Venus Express potrebbe essere bloccata nel cosiddetto "Sun-acquisition mode", ossia potrebbe mantenere un puntamento grossolano dei pannelli solari e del HGA verso il Sole, entro 5 gradi o giù di lì. Il segnale, però, è destinato a decadere velocemente man mano che Venere e la Terra si spostano lungo le loro orbite.

ESA Venus Express: decadimento del segnale

"Il giorno di Capodanno abbiamo visto un livello di segnale debole ma rilevabile e potevamo tenerlo agganciato per quasi tutte le 5 ore del passaggio, utilizzando la stazione di monitoraggio di Cebreros", ha detto Rick Blake, ingnere del team operativo all'ESOC.

"Ma il 7 gennaio abbiamo agganciato un segnale più debole solo per il 5% del passaggio, l'8 gennaio siamo tornati a buoni livelli per la maggior parte del tracking, quindi è sicuramente una situazione imprevedibile".

"Abbiamo in programma di continuare a monitorare il livello del segnale da gennaio fino a quando non lo vedremo scomparire per sempre", ha continuato Blake.

Håkan Svedhem, scienziato della missione Venus Express all'ESA, si aspetta che l'altitudine al pericentro scenda a circa 130 chilometri il 12 gennaio ed a 120 chilometri il 20 gennaio.
"La mia ipotesi personale è che il veicolo spaziale si avvierà alla rottura subito dopo", ha aggiunto.

Ma questo nessuno potrà mai confermarlo con certezza e nulla potrà documentarlo:
"Sarà distrutta nell'atmosfera probabilmente verso la fine di gennaio o all'inizio di febbraio", dice Patrick Martin, mission manager dell'ESA.

E mentre Venus Express vivrà la sua fine solitaria nella densa atmosfera venusiana, per le squadre a Terra inizieranno i lavori post-operazioni e tutti i dati scientifici raccolti in questi 8 anni di missione verranno messi a disposizione di scienziati e ricercatori.

Riferiment:
- http://blogs.esa.int/rocketscience/2015/01/09/tracking-a-ghost-mission-238-million-km-away/

Read 2815 times Ultima modifica Martedì, 13 Gennaio 2015 20:16
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Martedì, 13 Gennaio 2015 21:27 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Marco, stando a 130 km dalla superficie di Venere la densità dell'atmosfera non è trascurabile e l'attrito dovuto alla frizione fa inevitabilmente decadere l'orbita in pochi giorni... una cosa analoga succederebbe anche intorno alla Terra. Del resto, perfino per mantenere in orbita la stazione spaziale internazionale (che è ad oltre 400 km di altezza) ci vogliono frequenti "spintarelle"...

  • Comment Link marco Martedì, 13 Gennaio 2015 10:50 posted by marco

    Non mi è ben chiaro perchè non si potesse metterla in un orbita stabile a tempo indefinito senza la necessità di ulteriori correzioni. Se il carburante serve a variare i parametri orbitali per orientare i pannelli o l'antenna e far funzionare la strumentazione scientifica basterebbe solo energia elettrica dei pannelli o sbaglio? Le ruote di reazione funzionano elettricamente così come tutta l'elettronica di bordo, per cui non capisco il motivo di "lasciarla cadere" in atmosfera.

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